Battista nella Revenue Island

Un giorno Battista decise di fare un week end fuori dal suo paese e scelse di andare sulla Revenue Island…

Un giorno Battista decise di fare un week end fuori dal suo paese e scelse di andare sulla Revenue Island, un luogo di cui aveva sentito parlare molto e bene, anche se sull’isola non c’era un aeroporto che, però, si trovava sulla terraferma, proprio di fronte. Il periodo era di media stagionalità, così Battista decise di giocare di anticipo per accaparrarsi i prezzi migliori.

Con larghissimo anticipo prenotò i voli che con una compagnia low cost gli costarono molto poco vista la distanza alla data.  Battista pensò che se casomai non avesse potuto per qualche motivo partire, la perdita economica non sarebbe stata così ingente.

Una volta prenotato il volo per lui e sua moglie, cercò un hotel su booking.com. Dapprima fece una ricerca per prezzo per camera doppia, poi per reputazione. Evitò accuratamente tutte quelle strutture che richiedevano il pagamento anticipato – cosa che non aveva potuto fare con i voli ma con gli alberghi per fortuna era possibile –  e si soffermò sulla politica di cancellazione, preferendo quegli hotel che l’avevano più corta possibile. Si soffermò, inoltre, sui vantaggi e gli svantaggi delle strutture selezionate: in maniera particolare valutò la pulizia e il servizio colazione. La sua attenzione si focalizzò su un 4 stelle che si chiamava “Alle porte del revenue”.

Soddisfatto passò poi ad analizzare il sito di questo hotel e notò che la camera sul sito costava meno che su booking.com. Battista però era un fidelizzato cliente di booking.com, si sentiva garantito e soprattutto non voleva rinunciare all’arma della recensione che lo faceva sentire protetto.

Non volendo però pagare di più (per non sentirsi stupido) cominciò a cercare altre soluzioni, utilizzando anche i comparatori di prezzo come Trivago e finalmente trovò un altro hotel.

Arrivò il giorno del viaggio…

Arrivò il giorno del viaggio e una volta arrivato all’aeroporto situato sulla terraferma di fronte Revenue Island, prese una macchina a noleggio per 1 ora pagando per quell’unica ora una tariffa agevolata, per il solo fatto che erano passate le 19.00 Arrivato al porto, la lasciò in un’area parcheggio gratuita dove qualcuno l’avrebbe riutilizzata per il percorso inverso.
Il traghetto costò pochi euro poiché la stagionalità era bassa e i prezzi di condizionamento esposti con largo anticipo avevano agevolato la prenotazione di Battista.

Battista e sua moglie durante il viaggio in traghetto usufruirono dei servizi della nave: comprarono dei souvenir che su quell’ultimo traghetto della giornata avevano uno sconto del 30%, poiché statisticamente in quell’orario i passeggeri sul traghetto erano meno e le vendite minori rispetto alle altre corse della giornata. Inoltre utilizzarono il bar che a quell’ora serviva degli aperitivi a tariffe scontate del 20% perchè consapevoli che  – essendo le 21.00 –  per molti clienti mentalmente l’orario dell’aperitivo era passato. Battista e sua moglie furono molto sorpresi però di vedere come invece la promozione al bar avesse funzionato e quasi tutti i clienti stessero prendendo l’aperitivo, tra l’altro piuttosto rinforzato e ben organizzato.

Giunti sull’isola…

Arrivati sulla Revenue Island una macchinina elettrica messa a disposizione della municipalità per limitare le auto e l’inquinamento faceva in continuazione il giro dell’isola, lasciando gratuitamente i clienti negli hotel dopo averli accolti e salutati con educazione e senso dell’ospitalità e, soprattutto, spiegando durante il tragitto cosa fare e cosa evitare di fare sull’isola.
Arrivati in hotel, il receptionist dopo averli accolti con sorrisi e cordialità, propose a Battista e sua moglie di considerare per pochi euro di differenza una camera più grande e confortevole con affaccio sulla baia. Il receptionist accompagnò dapprima la coppia nella camera già prenotata e poi in quella più bella…la decisione arrivò immediatamente a favore di quella migliore a prezzo più alto con grande soddisfazione della coppia e del receptionist.

Nell’ascensore una locandina promuoveva il ristorante specificando – tra le altre cose – che si sarebbe potuto cenare (sedersi a tavola) dalle 19.00 e alle 22.30 e avere circa 1 ora per mangiare pagando la carta con uno sconto del 20%.

In camera la bottiglietta del minibar era offerta e un piccolo cavalierino diceva che l’acqua invece all’interno del minibar costava euro 0,90, sottolineando che tutti i prodotti all’interno avevano prezzi etici.

Depliant all’interno della camera parlavano della possibilità di utilizzare la SPA che, a prescindere da quello che si sarebbe potuto fare (massaggi , estetica, piscine), il costo era orario e i servizi dipendevano dalle eventuali prenotazioni già fatte, ma con tariffe differenziate per periodo stagionale, giorno della settimana e fascia oraria, con la possibilità di usufruire a prezzi molto interessanti dalle 7.00 alle 9.00 di mattina e anche dalle 22.00 fino alle 2 di notte.

Durante il soggiorno sull’isola, Battista notò che teatri e cinema avevano prezzi diversi in funzione dell’orario degli spettacoli e della qualità dei posti a sedere, mentre stadi e palasport avevano prezzi in funzione di importanza dell’evento e qualità dei posti. Inoltre i parrucchieri avevano la mattina dei giorni feriali prezzi diversi dal sabato, le gelaterie avevano prezzi che si modificavano col giorno della settimana, la fascia oraria e la temperatura.

La spiaggia era attrezzata e il pagamento di sdraio e ombrellone dipendeva dalla vicinanza al mare e anche dalla stagionalità. I prezzi venivano decisi in funzione di meteo e richiesta e, inoltre, giorno per giorno si applicava un last minute che dipendeva dal meteo.

Il vero “must” dell’isola era però la visita al “Museo del revenue”, dove erano esposti pezzi di assoluto valore archeologico/storico e il museo era da poco entrato nel patrimonio mondiale dell’Unesco.

Il museo ospitava esempi vari di listini, alcuni con tariffe divise per 3 o 4 periodi stagionali ma alcuni, rarissimi, divisi in due stagionalità. Inoltre ospitava centralini, fax, e maincourante e i primi software dell’antico Yield Management. Vi erano anche interviste di molti anni prima fatte ad una delle figure principali dell’epoca e cioè gli addetti commerciali, persone che giravano il mondo tra una fiera e l’altra e stipulavano contratti di allotment, uno dei quali ancora esposto in una teca protetta da doppio vetro.

Il museo però, essendo piccolino e sempre richiesto, aveva prezzi altissimi se prenotato last minute, e Battista si mise in fila, disposto a pagare una cifra altissima consapevole dell’ errore fatto.

Furono pochi giorni ma intensi, e Battista tornò al suo quotidiano con la moglie arricchito da una bella esperienza e ringraziò la sorte di vivere nell’epoca del Revenue Management. Per un attimo si rattristò, pensando ai tanti anni passati in epoche precedenti a restare a casa anche in bassa e media stagione poiché comunque fare un sacrosanto e benefico week end costava veramente troppo….la tristezza durò un attimo e…iniziò subito a programmare un nuovo viaggio.

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