Hotel Trend n. 22 – Analisi e previsioni mare, città, montagna e lago

In questo appuntamento faremo il consueto punto della situazione per le strutture di mare, montagna, lago e città. I dati sono estrapolati dal nostro software di revenue management Revolution Plus, aggiornati al 5 settembre 2021, e basati su un campione complessivo di circa 350 strutture italiane in consulenza con il Franco Grasso Revenue Team.

Iniziamo come sempre con uno sguardo all’indietro esaminando a consuntivo l’andamento di agosto. In questo caso, per avere una prospettiva più completa, faremo un confronto sia col 2020 che col 2019. I grafici a seguire mostrano l’andamento di occupazione, prezzo medio e RevPAR (revenue per available room o ricavo per camera disponibile) di agosto degli ultimi tre anni sui vari cluster.

Come emerge dai grafici e come ribadito in precedenti bollettini, è evidente il divario agostano che c’è tra montagna, mare e lago da un lato e città dall’altro. Un gap che in realtà era già affermato prima del Covid.

Soffermandoci sui parametri di mare, montagna e lago, ciò che emerge è che l’agosto appena trascorso è indubbiamente migliore di quello 2020, che comunque era stato già superiore a quello 2019, perlomeno in termini di RevPAR. Va detto che quest’agosto ha visto una concentrazione di domanda che probabilmente non si è mai vista neanche negli anni pre-covid. A favorire questo fenomeno è stato anche il trend delle vaccinazioni e del conseguente green pass. Molti hanno dovuto aspettare agosto per essere completamente vaccinati, acquisire il green pass e muoversi liberamente senza troppe ansie. Questo ha fatto sì che ad agosto ci sia stato un surplus di domanda, che ovviamente ha inciso sul notevole rialzo del prezzo medio di vendita, e che prosegue in modo altrettanto vigoroso anche su settembre.

Come abbiamo visto nelle precedenti uscite, la principale differenza con l’anno scorso, dove solo agosto e settembre furono superiori al 2019, è che quest’anno anche giugno e luglio sono andati meglio del 2019. Quindi per quelle strutture con stagionalità corta non c’è dubbio che il 2021 sia stato l’anno migliore di sempre. Del resto, è quello che avevamo previsto anche alla fine del 2020.

Ma se il dato di agosto di mare, montagna e lago era piuttosto prevedibile, quello che va sottolineato è sicuramente il risultato delle città.

Agosto 2021 è stato superiore non solo a quello 2020, ma anche al 2019, su tutti i parametri presi in considerazione, ovvero occupazione, prezzo medio di vendita e RevPAR.

Agosto segna ufficialmente il primo sorpasso delle città sul 2019 da quando è iniziata la pandemia. Cerchiamo di capirne le ragioni.

Innanzitutto, sottolineiamo che i dati esposti riguardano solo ed esclusivamente strutture di città rimaste sempre, o quasi sempre, aperte durante la pandemia.

Come avevamo già rimarcato in un precedente articolo dedicato agli hotel di città, già nell’estate 2020 chi era rimasto aperto con la giusta strategia era comunque riuscito a lavorare bene, soprattutto con clientela europea di prossimità. I risultati finali, per quanto non ai livelli del 2019, permisero comunque di portare a casa un risultato positivo e profittevole, in grado di dare un po’ di respiro nel mezzo delle due ondate di Covid.

Quindi era prevedibile che ci fosse un boom di domanda per le città d’arte anche quest’estate, a maggior ragione con l’introduzione del green pass che ha consentito ai cittadini europei guariti, vaccinati o con test negativo di viaggiare all’interno dell’UE senza quarantene.

Già da fine maggio avevamo assistito ad una notevole ripresa della domanda per le città d’arte.

Ma come detto prima per mare, montagna e lago, anche per le città agosto ha visto un balzo importante per via dell’aumento del numero di persone in Europa già vaccinate/immuni (più del 60%) e quindi in grado di viaggiare liberamente.

Se poi a questo elemento aggiungiamo il fatto che non tutti gli hotel di città sono riaperti da quando è scoppiata la pandemia, ecco spiegati i risultati di agosto. Infatti, se è vero che la domanda nelle città d’arte non è ancora ai livelli del 2019 in termini assoluti, non lo è neanche l’offerta. Diverse strutture hanno chiuso. Chi per sempre, chi temporaneamente, che si tratti di Roma, Milano, Firenze o altre città business/leisure, la situazione è abbastanza speculare.

Prendendo il caso di Milano, una discreta quantità di strutture, sia di catena che indipendenti nel 2020 aveva riaperto solo a settembre per poi richiudere ad ottobre con l’arrivo della seconda ondata Covid. E per poi riaprire di nuovo a settembre 2021, in concomitanza col Salone del Mobile.

Chiaramente questo tipo di strutture non ha beneficiato del treno della ripresa leisure estiva (sia del 2020 che 2021) perdendo terreno rispetto ad altre strutture rimaste sempre o quasi sempre aperte.

Infatti, è risaputo come i canali online spingano soprattutto quelle strutture che mantengono un tasso di conversione (rapporto tra visite e prenotazioni) costantemente alto. E per farlo, condizione necessaria è rimanere aperti, visibili e prenotabili.

Chi è riuscito a rimanere sempre aperto durante la pandemia, anche nei periodi più duri della prima e seconda ondata, ora sta iniziando a raccogliere i frutti della propria scelta coraggiosa, ottenendo risultati simili se non superiori al 2019.

Va detto che storicamente agosto è un mese quasi esclusivamente leisure per le città d’arte, senza eventi/congressi/fiere di particolare rilevanza. E come abbiamo visto il segmento leisure è quello che si è ripreso più in fretta durante la pandemia, mentre il MICE va un po’ più lento per via di una serie di restrizioni ancora in atto.

Ora vediamo in breve le prospettive per settembre e ottobre.

Come anticipato sopra, per le strutture stagionali settembre si sta muovendo alla grande, con una crescita tra i 10 e 15 punti percentuali rispetto all’ultimo monitoraggio. E per chi rimane aperto ad ottobre, si notano movimenti interessanti che lasciano presagire un incremento della domanda man mano che andremo avanti. Soprattutto dal mercato nordeuropeo.

Per quanto riguarda la città, settembre e ottobre rappresentano un banco di prova. Da un lato il ritorno delle fiere ed eventi con relativo aumento della domanda, dall’altro anche l’aumento della concorrenza con strutture che riaprono i battenti e l’incognita di nuove restrizioni Covid che spinge molti a prenotare sotto data.

Al momento però le prospettive continuano ad essere molto positive anche per le strutture del cluster città, che rispetto all’ultimo monitoraggio sono cresciute di 18 punti su settembre e 3 su ottobre.

Nel prossimo appuntamento inizieremo a dare uno sguardo più ampio alle strutture aperte da novembre in poi, ovvero città e montagna.

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