Hotel Trend n. 25 – Analisi e previsioni mare, città, montagna e lago

Ben ritrovati in questo appuntamento dedicato alle performance di mare, montagna, lago e città sui mesi passati e futuri. I dati sono estrapolati dal nostro software di revenue management Revolution Plus, aggiornati all’11 novembre 2021, e basati su un campione complessivo di circa 350 strutture italiane in consulenza con il Franco Grasso Revenue Team.

Iniziamo con uno sguardo a consuntivo di ottobre su occupazione e RevPAR (revenue per available room o ricavo per camera disponibile). Per avere un quadro più attendibile, in questo caso abbiamo confrontato il 2021 col 2019, in quanto come sappiamo ottobre 2020 fu già condizionato dalle avvisaglie di quella che poi sarebbe stata la seconda ondata della pandemia in tutta Europa.

Come visibile dai grafici a seguire, ottobre si è rivelato un ottimo mese anche per le strutture stagionali, chiaramente quelle rimaste aperte. I risultati sono in linea con quanto previsto nei precedenti monitoraggi.

Per quanto il mare sia il cluster che in senso assoluto registra le performance più basse, va detto che sono pur sempre superiori a quelle del 2019. Si tratta di performance che oltre a garantire il superamento del cosiddetto break-even, consentono una serie di vantaggi supplementari come l’allungamento della stagione, che a sua volta si traduce in una maggiore soddisfazione dello staff e in una crescita delle recensioni positive, della visibilità e del tasso di conversione che prepareranno il terreno per un’ottima stagione 2022.

A incidere favorevolmente sui risultati delle strutture stagionali sono sicuramente la minore concorrenza dovuta al fatto che molte strutture hanno preferito chiudere a settembre, vuoi per carenza di staff, vuoi per altre esigenze personali. Senza dimenticare ovviamente la forte richiesta dei weekend (fenomeno intensificatosi col Covid), il meteo clemente (a parte alcune eccezioni geografiche) e il favorevole ponte lungo del 2 novembre.

Colpisce in generale il divario positivo registrato da lago e montagna nei confronti del 2019.

Altrettanto positivo però è anche il dato della città. Per quanto lievemente inferiore al 2019 (per via del fatto che i segmenti mice e gruppi non sono ancora tornati a pieno regime ai livelli pre-covid), si tratta di un più che accettabile gap nell’ordine dei 10 punti percentuali. E come avevamo segnalato in un precedente bollettino, anche in ottobre si registrano casi virtuosi di strutture di città in grado di superare i propri risultati del 2019.

Vediamo ora la situazione occupazionale per i prossimi mesi di città e montagna.

Novembre per la città si sta confermando in linea se non superiore al 2019. E anche dicembre (col picco di Natale/Capodanno) sembra preannunciare un andamento simile. E’ come se i fattori compensativi legati alla pandemia stiano trasformando un periodo storicamente di bassa stagione (novembre-febbraio) in un periodo di media stagione. Un trend che monitoreremo attentamente nei prossimi mesi.

Queste dinamiche compensative sembrano coinvolgere ancor di più la montagna. Infatti è più che evidente la forte pressione che registriamo per queste strutture per i prossimi mesi, in particolare sul periodo clou tra Natale, Capodanno ed Epifania.

L’inverno saltato l’anno scorso a seguito di un decreto dell’ultimo minuto si riflette in un eccesso di domanda che ha chiaramente degli effetti anche sulla tariffa media di vendita.

Dal seguente grafico emerge infatti il distacco tra il prezzo medio di vendita dei prossimi mesi (soprattutto dicembre e gennaio) con il relativo dato storico del 2019.

I dati sopra descritti si riferiscono alle performance mensili, che chiaramente al proprio interno prevedono dei picchi su particolari date.

Quello che stiamo riscontrando sui giorni caldi attorno a Capodanno è che è completamente saltata la cosiddetta “tariffa di resistenza”, ovvero quella tariffa che storicamente si traduce in un blocco delle prenotazioni. La voglia immensa di montagna si sta manifestando come quasi totale insensibilità verso il prezzo.

Chiaramente non dobbiamo dimenticarci che siamo ancora nel mezzo della pandemia e che eventuali scellerate decisioni politiche possono cambiare da un momento all’altro le carte in tavola.

Tuttavia, al netto di imprevedibili e improbabili sorprese politiche, i dati prenotativi che vediamo oggi lasciano presagire un inverno spettacolare e indimenticabile.

Nei prossimi appuntamenti faremo un focus sul Capodanno, e nello specifico sulle tariffe da capogiro che stiamo osservando in queste settimane.

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