Hotel Trend n. 19 – Analisi e previsioni mare, città, montagna e lago

In questo articolo diamo uno sguardo aggiornato alle performance per le prossime settimane delle strutture di mare, montagna, lago e città. I dati sono estrapolati dal nostro software di revenue management Revolution Plus, aggiornati al 18 luglio 2021, e basati su un campione complessivo di circa 350 strutture italiane in consulenza con il Franco Grasso Revenue Team.

In queste ultime settimane, come prevedibile, l’aumento dei contagi in tutta Europa dovuto alla variante Delta sta creando un po’ di apprensione nelle strutture ricettive. Per quanto qua e la si inizi a vedere qualche cancellazione, verosimilmente di persone non ancora vaccinate o con una sola dose, o stranieri soggetti a restrizioni di vario tipo, va detto che al momento la situazione regge e il saldo tra nuove prenotazioni e cancellazioni è ancora decisamente positivo. I grafici in basso evidenziano la situazione ad oggi da luglio a ottobre e la variazione d’occupazione rispetto al monitoraggio di due settimane fa.

I trend continuano ad essere abbastanza riconoscibili, con la città che cresce moltissimo sotto data, mentre mare, montagna e lago presentano finestre di prenotazione più regolari.

Chiaramente la situazione è in continua evoluzione. Da un lato la gente tendenzialmente non ha più paura del virus, varianti incluse, a maggior ragione adesso che gran parte della popolazione è vaccinata, continuando a prenotare imperterrita. E a dedicare anche una discreta fetta del proprio budget alle vacanze, come dimostrano i prezzi medi di vendita di luglio, agosto e settembre che sono i più alti di sempre per mare, montagna e lago. Segno che la crisi da Covid ha inciso poco o nulla sulla sensibilità al prezzo e la propensione alla spesa dei vacanzieri.

Dall’altro lato, come abbiamo imparato in questo anno e mezzo, le sorti delle strutture ricettive dipendono in gran parte dalle decisioni dei politici. Mentre scriviamo è in corso una discussione su quali possano essere i nuovi criteri che determineranno i cambi di colorazione delle regioni. Sembra che questa volta venga dato, come è giusto che sia, molto più peso alle ospedalizzazioni che non all’incidenza assoluta dei positivi ogni 100.000 abitanti e all’RT.

Da questo punto di vista, secondo le proiezioni dell’ISS, a fronte di 30.000 possibili casi giornalieri entro fine agosto, il tasso di ospedalizzazione continuerebbe a rimanere molto basso, attestandosi tra il 5 e il 10%, il che dovrebbe consentire all’Italia di rimanere tra il bianco e il giallo, e quindi all’attività turistica di proseguire senza troppi scossoni.

Quello che succederà da settembre in poi è ancora un’incognita e dipenderà da molti fattori, in primis dal ritmo giornaliero delle vaccinazioni, dalla copertura degli oltre 2 milioni di ultrasessantenni che ancora non si sono vaccinati per vari motivi e dall’impatto che l’utilizzo esteso del Green Pass potrebbe avere sulla nostra vita nei prossimi mesi.

Come sempre ci possiamo aspettare uno scenario peggiore e uno migliore. Nel primo caso, da settembre in poi con l’inizio della scuola e l’affollamento dei mezzi pubblici, rivedremo il copione già visto l’anno scorso con continui stop and go e cambi di colore a livello regionale e/o locale. E in tal caso, le strutture di città e poi di montagna potrebbero essere chiaramente quelle più impattate da queste decisioni politiche.

Nello scenario migliore, e che ci auguriamo tutti, considerando l’attuale ritmo di oltre 500.000 vaccinazioni al giorno, l’80% di ultrasettantenni già completamente vaccinato e la quantità enorme di giovani che in questo momento, volenti o nolenti, si sta immunizzando in modo naturale senza andare in ospedale, potremmo vedere da settembre un graduale rallentamento del virus a fronte di oltre 80% di popolazione immunizzata.

E con il Green Pass che a quel punto diventerà, finché sarà necessario, l’unica alternativa a lockdown totali e nazionali e lo strumento in grado di poter farci tornare alla normalità.

In tale contesto, il trend positivo che stiamo registrando adesso continuerà anche nei prossimi mesi dando la possibilità alle strutture di città e montagna di tornare ai livelli pre-covid.

Una bella notizia arriva da Singapore, il primo paese al mondo a dichiarare di voler smettere di contare i casi giornalieri di Covid e iniziare a trattarlo alla stregua dell’influenza, monitorando solo i casi gravi.

La dichiarazione di Singapore viene a fronte di un 70% di popolazione vaccinata e dalla consapevolezza che le varianti emergenti dovranno essere trattate come vengono trattate attualmente le varianti dei virus influenzali stagionali, quindi attraverso monitoraggio sanitario e eventuali dosi supplementari di vaccino per i soggetti a rischio.

Ma bandendo per sempre misure estreme come lockdown, chiusure frontiere e quarantene di massa.

Ci auguriamo che a settembre o ottobre anche il governo italiano (e non solo) possa fare un annuncio del genere.

Scriveteci. Per qualsiasi informazione o per richiedere un consulto conoscitivo.

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