Revenue e distribuzione geografica della domanda turistica

Chi pratica il revenue management o, comunque, chi lo conosce sa bene che uno dei tanti lati positivi di questa disciplina è il miglioramento della distribuzione su base annuale della domanda.

Sappiamo tutti che se in alcuni periodi avessimo il doppio delle camere le venderemmo sicuramente tutte e in altri dobbiamo soffrire per avere valori occupazionali appena dignitosi.

Attraverso la leva tariffaria, il condizionamento della domanda e l’utilizzo ottimale dei canali commerciali (tutti, non solo quelli digitali), si può riuscire a rallentare e limitare la domanda attraverso la vendita a tariffe più alte, per massimizzare le entrate in alcune periodi di alta stagionalità e ad aumentare l’occupazione in altri.

 

Ebbene, si può attivare lo stesso meccanismo virtuoso anche per le aree geografiche e, quindi, per le Destinazioni.

 

Sappiamo che una buona pratica può essere iniziata in qualunque momento e porterà sempre e comunque vantaggi, ma sappiamo anche che in alcuni momenti certe azioni hanno dei ritorni migliori che in altri.

In questo momento, in piena pandemia – ma con l’occhio della saggezza e della lungimiranza che strizza verso un futuro ormai vicino roseo e “paffutello” – il turismo esperienziale e il territorio stanno acquisendo un ruolo diverso rispetto al 2019.

Riflettiamo un attimo su ciò che di nuovo sta condizionando la domanda turistica in questo momento (quella italiana, certo, ma non solo):

 

– la ricerca di luoghi “diversi” in cui non si è ancora mai stati

– sicurezza sanitaria e quindi possibilità di non essere nella “folla”

– la scoperta a livello naturalistico, enogastronomico e artistico dei territori

– socializzazione lenta e tranquilla per riprendere le vecchie buone abitudini ad uscire di casa (un viaggio inizia sempre uscendo dalla propria casa).

 

Questa tendenza verrà rafforzata dal fatto che l’intero anno 2021 sarà caratterizzato prevalentemente dagli spostamenti in treno e su gomma, sia all’interno del nostro paese sia all’estero.

Questo significa che avremo tempo e possibilità di concederci tempo per i luoghi che attraversiamo e che la meta diventerà il viaggio e il viaggio sarà la meta.

 

In questa logica quale occasione migliore per considerare case e appartamenti situati in territori poco conosciuti o addirittura remoti ma dove sicuramente nel raggio di una decina di chilometri si cela chissà quanta bellezza e chissà quanta bontà?

Per agevolare questo processo c’è da dire che oggi ci troviamo in un periodo in cui a basso costo possiamo attivare questa nuova offerta turistica.

 

In questo periodo molti Comuni e privati stanno vendendo (o affittando) case in questi luoghi lontani dai riflettori turistici a prezzi molto bassi o addirittura simbolici (nel caso dei Comuni) per cercare di fare un piccolo business o per ripopolare alcune aree.

Nel caso dei Comuni la regola d’ingaggio è che l’eventuale acquisto sia legato alla residenzialità da parte dell’acquirente o all’utilizzo delle strutture a fini turistici.

A questo aggiungo che esistono oggi vantaggi notevoli a livello statale per la ristrutturazione, che permettono veramente di abbatterne in alcuni casi i costi, costi inevitabili se si vuole destinare l’immobile ad uso turistico.

L’offerta ricettiva del nostro paese  – come abbiamo avuto spesso modo di sottolineare –  non è rappresentata solo dagli hotel 5 stelle al centro delle città d’arte ma da un ventaglio numeroso di strutture eterogenee che arrivano fino al piccolo appartamento posto nel piccolo borgo sconosciuto ai più.

La nostra esperienza ormai ci dice che nessun luogo è refrattario alle leggi del revenue e canali giusti e tariffa giusta possono attrarre turismo anche dove sembra una mission impossible .

Allora forse è il caso di cogliere l’occasione al volo. Invito il popolo dei viaggiatori e degli amanti della libertà e del turismo a informarsi poiché si possono creare alberghi diffusi, affittare appartamenti o prendere in affitto affittacamere e questo non nei luoghi soliti noti ma nell’amatissimo “altrove italiano”.

 

Usciamo dai nostri schemi mentali e passiamo dalla teoria ai fatti abbiamo sempre detto che qualunque fazzoletto di terra nel nostro paese è intriso di magia: allora mettiamo tutto a reddito nell’interesse di tutti gli attori in campo.

 

Noi, come sempre, faremo la nostra parte.

 

Cordialmente

Franco Grasso

 

Miranda, Isernia – Molise: un altrove turistico che vale la pena di visitare.

Photo Credit Pino Manocchio

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