Revenue Management, ecco come ti riempio gli stadi vuoti

Pay Tv, Calciopoli, impianti obsoleti, tariffe statiche: sono alcuni dei fattori che stanno svuotando gli stadi. Ma c’è anche chi va controtendenza: grazie al Revenue il Cynthia Genzano sta incrementando il numero di spettatori.

Da qualche tempo c’è una pagina che su Facebook sta facendo furore. Si chiama Serie A Anti-nostalgica. Il tema di fondo è molto semplice: contraddire, al limite (e spesso oltre) della presa in giro, tutti coloro che lamentano di non apprezzare più il calcio di oggi a fronte di un periodo magico che ormai è passato.

Dalle follie di Edmundo alle Balotellate

Che il ventennio anni ’90-2000 abbia rappresentato la migliore espressione della storia del campionato di Serie A è, con ogni probabilità, la fuori di dubbio. Altro discorso è invece sostenere che le “cavolate” di Edmundo siano state umanamente e professionalmente meno gravi delle “Balotellate” di oggi.

Tutti, chi più chi meno, cadiamo nella trappola dell’esaltazione dei tempi andati e a tutti capita di percepire il passato come qualcosa di idilliaco, molto più di quello che realmente è.

Fatto sta che, sforzandosi di guardare gli eventi con obiettività, le sigarette fumate da Dario Hubner non sono più romantiche delle lamentele plateali che un qualsiasi calciatore di oggi spara in diretta tv dopo essere stato sostituito.

L’impatto di Pay Tv e Calciopoli sul calo degli spettatori

Detto ciò, non è intenzione di chi scrive prendere posizione sulla questione, ma piuttosto prendere atto di un dato di fatto: dagli anni ’90 ad oggi il calcio italiano non è cambiato. E questa non è una disamina storico-tecnica sul movimento calcistico del nostro Paese.

In questa sede parliamo di mercato, di domanda e offerta. In quest’ottica non è cambiato assolutamente niente. Anche a fronte di un peggioramento della qualità del prodotto (giocatori e squadre mediamente sempre meno competitive), l’offerta è rimasta ferma a vent’anni fa.

A testimonianza impietosa arrivano regolarmente e da più parti i numeri. L’ultima occasione, la ricerca “Il Calcio in Fuorigioco”, ad opera di Focus Media, descrive un panorama fatto di stadi mezzi vuoti – letteralmente – con un’occupazione media del 55% e di una crescente disaffezione del pubblico.

Le cause sono addebitate (a seconda della tesi che si vorrebbe sostenere) alle pay tv, agli scandali da Calciopoli in avanti e agli impianti obsoleti e scomodi.

Le tariffe statiche: la tomba del turismo e del calcio

Torniamo, però, ai dati di fatto: non sarà che la staticità delle politiche di vendita possa essere considerata un fattore? Non sarà che l’offerta non può più permettersi di rimanere immobile in un mondo che cambia a velocità elevatissima?

Le tariffe sono statiche, differenziate solo per settore, iniziative estemporanee per lo più di fine stagione, non esiste programmazione e i biglietti sono acquistabili solo settimana per settimana.

A questo punto, due considerazioni e qualche domanda.
Prima considerazione: dovendo controvoglia constatare il tratto in comune della staticità, non dovrebbe sorprendere che Turismo e Calcio siano più o meno nelle stesse condizioni; il 55% di occupazione degli stadi italiani assomiglia molto ai dati degli alberghi italiani.

All’estero il calcio è sempre più florido

Per la seconda considerazione dobbiamo sporgerci oltre i nostri confini; all’estero il Calcio vive momenti decisamente più felici e soprattutto più floridi, è diventato una voce di introito vero e proprio e oggetto di investimenti.

Passiamo alle domande.
Che succederebbe se anche in Italia i potenziali spettatori potessero comprare qualunque partita dell’anno in qualsiasi momento, se i prezzi di vendita si muovessero in funzione dell’importanza dell’avversario, della stagionalità, del giorno della settimana, della posizione in classifica, delle condizioni meteo della giornata? Che succederebbe se l’offerta si muovesse per avvicinarsi alla domanda?

Il “caso” Cynthia Genzano: più spettatori con il Revenue

Il Cynthia Genzano, storica società militante in Serie D – che da quest’anno è sponsorizzata dal FGRT – ha deciso di trovare risposta a queste domande.

Le politiche del Revenue di Franco Grasso sono impiantate e la vendita dei biglietti seguirà il mercato e le sue oscillazioni e si muoverà per massimizzare e ottimizzare. Sono bastati pochi giorni per avere in casa con il Ciampino un’ottima risposta di pubblico.

Lo stiamo facendo a Genzano ma si potrebbe fare ovunque. Probabilmente dovrebbe essere fatto. E forse potremmo cominciare a risolvere qualche problema e magari anche tornare allo stadio a goderci la partita.

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