Risultati hotel Italia (ed Europa) a luglio e andamento previsionale prossimi mesi

Eccoci col nostro consueto appuntamento per analizzare le performance a consuntivo dell’Italia con uno sguardo a quello che succede nel mondo e ai prossimi mesi.

Eccoci col nostro consueto appuntamento per analizzare le performance a consuntivo dell’Italia con uno sguardo a quello che succede nel mondo e ai prossimi mesi.

Luglio conferma e rafforza per l’Italia il trend positivo di crescita già visibile su giugno a livello generale.

Andando ad analizzare le performance di occupazione e ADR (prezzo medio di vendita) per cluster di destinazione su un campione di 300 strutture che utilizzano il nostro software di revenue management Revolution Plus e i nostri servizi di consulenza, possiamo notare come le location prettamente leisure (mare, montagna e lago), guidate da una forte domanda domestica, siano riuscite ad avvicinarsi in modo evidente alle performance di luglio 2019, riuscendo quindi a concludere il mese con un bilancio positivo nel rapporto costi-ricavi e trainando la media complessiva nazionale verso un incoraggiante 62,47%.

Questi risultati sono da evidenziare anche in relazione a quelle che erano le previsioni catastrofiche di qualche mese nei confronti del settore turistico e ricettivo.

Le città a vocazione business fanno registrare livelli di occupazione abbastanza alti (60,2%), e in linea con parametri di sostenibilità economica.

Come evidenziato nel precedente articolo, le città d’arte che invece fanno maggiormente leva sul segmento leisure internazionale registrano al momento l’occupazione più bassa (35,71%) rispetto alle altre destinazioni, ma comunque in risalita rispetto ai mesi scorsi, grazie anche alla ripresa del segmento europeo (in particolare tedeschi, francesi, olandesi, inglesi, svizzeri).

Va sottolineato che i risultati sopra descritti si riferiscono a un campione di 300 strutture che utilizzano il nostro software di revenue management Revolution Plus e i nostri servizi di consulenza.

Andando ad analizzare la situazione a livello generale del mercato italiano, come riportato da STR (la più grande società di benchmarking per hotel che raccoglie i dati di oltre 70.000 hotel nel mondo), la media di occupazione nazionale su luglio in Italia si abbassa in modo rilevante (circa 30%, in ogni caso decisamente più alta dei mesi precedenti), ma la differenza tra destinazioni leisure domestiche e grandi città continua a rimanere evidente, in linea col trend visibile a livello europeo e globale.

Se è vero che luglio si è rivelato molto soddisfacente in termini di risultati, agosto potrebbe essere il mese in cui, meteo e situazione sanitaria permettendo, con l’attuale trend prenotativo, l’occupazione e il ricavo medio in essere (aggiornati al 2 Agosto), potremmo assistere al sorpasso di fatturato mensile sul 2019 per tutte le destinazioni a vocazione leisure (mare, montagna, lago ecc.).

Per quanto riguarda le grandi città, continuiamo a ritenere che settembre, e soprattutto ottobre, potrebbero rappresentare una forte inversione di tendenza, sia per la ripresa degli eventi e congressi, che per un naturale spostamento di preferenze stagionali e climatiche dei viaggiatori leisure da destinazioni di mare e montagna a quelle di città d’arte, oltre ad una maggiore regolarità dei voli e una crescente fiducia e serenità verso i viaggi a medio-lungo raggio.

Per quanto le percentuali sui mesi da settembre in poi siano ancora basse (in rapporto a quella che era l’occupazione previsionale l’anno scorso), va detto che nelle grandi città stiamo riscontrando statisticamente una riduzione della finestra di prenotazione di 15-20 giorni rispetto all’anno passato.

Questo significa che la maggior parte dei pickup arriva nei 7-10 giorni prima del check-in.

Chiaramente l’attuale situazione sanitaria a livello globale rappresenta un’incognita, ma quello che possiamo dedurre dal caso della Cina (come emerge dal grafico a seguire), che ha vissuto una piccola seconda ondata nella seconda metà di giugno (soprattutto nella capitale Pechino), è che l’impatto di seconde ondate sulle performance degli hotel è correlato alla capacità di tenere sotto controllo i focolai in modo tempestivo, in relazione anche alla responsabilità individuale di ciascuno nel seguire le regole di buon senso ed evitare la diffusione del contagio.

Ed eventuali cali di occupazione per le strutture ricettive collegati alla nascita di focolai arginati per tempo (prima che si trasformino in problemi per gli ospedali) e a temporanee e circoscritte misure restrittive, come successo in Cina a giugno, possono essere seguiti da riprese dell’occupazione altrettanto forti, ancora più forti delle cadute stesse.

Continueremo a monitorare l’andamento della situazione, augurandoci di darvi al prossimo appuntamento notizie ancora più positive.

 

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